il folklore Veronese

Città di storia millenaria e antiche tradizioni, Verona vanta un folklore variopinto che pullula di personaggi, invenzioni popolari e racconti originali e di grande interesse.
Il Santo Patrono è, come d’uso per tutte le città, il perno attorno a cui ruota la tradizione popolare veronese. San Zeno è il patrono della città scaligera e a lui sono dedicati alcuni dei monumenti sacri più importanti della città: il portale della basilica riproduce episodi, aneddoti e miracoli della vita del santo. hotel verona
Una delle tradizioni più tipiche di Verona è la festa di Santa Lucia, paragonabile a quella del Natale. E’ infatti il 13 dicembre – il giorno di Santa Lucia – la data in cui i bimbi veronesi ricevono i regali e i doni natalizi.
Si tratta di un’antica tradizione, che affonda le radici in un episodio del XIII secolo, quando un’epidemia colpì agli occhi i bambini. Le mamme fecero voto a Santa Lucia, la santa protettrice della vista, che se fossero guariti, avrebbero portato doni ai bambini poveri nel giorno a lei dedicato.
Ancora oggi, il 13 dicembre è festa in città: si può vedere Verona addobbata a festa, con bancarelle piene di ogni ben di Dio che popolano la centrale piazza Bra, che circonda l’Arena.
Celebri anche i personaggi di Alboino e Rosamunda, che risalgono all’epoca di Paolo Diacono che ne narra le vicende nella sua ‘Historia Langobardorum’. Proprio a Verona si svolsero le vicende dei due: Alboino, re dei Longobardi, sposò Rosmunda, la figlia di Cunimondo re dei Gepidi. Sconfitto e ucciso quest’ultimo, obbligò la consorte a bere del vino con lui dal teschio di suo padre e celeberrima è la frase, ‘Bevi Rosmunda, dal teschio di tuo padre!’
Altra importante tradizione della città di Verona è il cosiddetto ‘Baccanal del Gnocco’, una celebrazione che affonda le proprie radici in età Rinascimentale. Tra il 1520 e il 1531 Verona fu colpita da una terribile carestia, e la popolazione assaltò i forni per procurarsi pane e viveri.
Fu l’intervento di alcuni facoltosi cittadini veronesi ad evitare che la situazione degenerasse e in particolare Da Vico fu riconosciuto come il principale protagonista della vicenda.
Da Vico distribuì a sue spese cibo, pane e altri beni di prima necessità alla popolazione: da qui deriva la popolare maschera del ‘Papà del Gnocco’, raffigurato come un anziano con la barba e piuttosto in carne che distribuisce gnocchi alla gente.
E’ lui il Re del Carnevale di Verona: si tratta di una figura di grande importanza e il ‘Papà del Gnocco’ è diventato una carica elettiva, scelto ogni anno tra la popolazione del quartiere di San Zeno.
Ci sono poi la anguane, creature mitiche, un po’ sirene ed un po’ streghe. Personaggi partoriti dalla fantasia popolare ed appartenenti alla tradizione di tutto il Lombardo-Veneto. Narra la tradizione che siano capaci di ammaliare le genti con la loro bellezza per poi tramutarsi in terrificanti streghe, diaboliche creature dai piedi caprini e con il cappello a sonagli. Streghe, fate, folletti e briganti popolano molto del folklore veronese.
La statua del medico e filosofo Girolamo Fracastoro porta con sé un’altra delle tradizioni più celebri del folklore veronese, la cosiddetta ‘Bala de Fracastoro’.
La ‘bala’ non è nient’altro che la palla in dialetto veronese, ovvero il globo terracqueo che la statua del Fracastoro tiene in mano. Secondo la tradizione, il popolo coniò una particolare espressione per prendersi gioco di avvocati e legulei che passavano lì vicino per recarsi al tribunale che si trovava nei pressi della statua: ‘la bala cadrà sulla testa del primo onesto che passerà sotto la statua’.
La storia di Boscobandito è una delle leggende più importanti del folklore veronese: la narrazione ha per protagonista il temibile signore Ezzelino da Romano e la foresta denominata ‘Boscobandito’, popolata da banditi, briganti e personaggi spietati a tal punto che persino lui dovette battere in ritirata di fronte ad una selva così impenetrabile. Una storia dai tipici tratti del folklore nordico.
Numerose sono le feste della tradizione veronese. Accanto all’imponente Carnevale, la Festa della ‘Polenta e Scopeton’ nel primo giorno di quaresima, l’albero della Cuccagna, feste medievali con tornei e rappresentazioni e costumi dell’epoca, ma anche feste agricole (tra cui la Fiera di San Biagio), feste culinarie.
Un numero di riti, usi e costumi che testimonia la grande vitalità e vivacità della tradizione e del folklore veronese.