Guida alle meraviglie di Pompei

Pompei, a 25 km a sud di Napoli, è un comune di 25.675 abitanti, dichiarato “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dall’UNESCO nel 1997. Questo grazie ai celebri reperti archeologici conservatisi dopo l’eruzione del Vesuvio nel I secolo d.C.

L’ERUZIONE DEL VESUVIO

Nel 79 d.C., sotto la reggenza dell’imperatore romano Tito, si verificò una grande eruzione vulcanica, durante la quale Pompei e la vicina Ercolano furono ricoperte di lava e cenere. Questo evento straordinario ci consente tutt’oggi di vedere con i nostri occhi uno spaccato della vita e delle usanze dell’epoca, poiché tutto, compresi gli abitanti che non sono riusciti a fuggire, è come marmorizzato, pietrificato dalla lava. L’eruzione ci è riportata con dovizia di particolari dallo scrittore latino Plinio il Giovane.

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI

I primi scavi archeologici iniziarono nel XVIII secolo e già da allora si comprese la portata storica dei ritrovamenti. Gli scavi proseguirono per tutto il XIX e XX secolo, portando alla luce alcune delle abitazioni più belle dell’epoca. Ad oggi per visitare l’intero sito sono necessari più giorni, data la mole di oggetti e domus rinvenute.

DOMUS DEI DIOSCURI

Una delle abitazioni rinvenute meglio decorate. Situata vicino al foro, è un insieme di tre abitazioni, collegate tra loro, per un totale di 1500 mq. L’affresco sulle pareti dell’entrata principale raffigura Castore e Polluce (i dioscuri appunto), figli di Zeus e Leda. Il loro abbigliamento (indossano il clamide) fa riferimento chiaramente all’ordine equestre, di cui faceva parte il proprietario della domus.

Attualmente la struttura è oggetto di restauro

DOMUS VETTII

Chiamata così dal nome dei proprietari, Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva, liberti dediti al commercio.

Tra le molteplici raffigurazioni alle pareti spicca nell’oecus. Qui troviamo un meandro in mosaico bianco e nero,con il pavimento che riprende i medesimi colori. Alle pareti ci sono coppie di dei e poeti vicino le rispettive Muse ispiratrici. Le pareti presentano fregi raffiguranti mestieri e amorini. La domus è dotata di un altro oecus più buio, affinché non si rovinassero i colori (come ci spiega Vitruvio), che fungeva da pinacoteca e su cui è raffigurata la storia di Tebe.

DOMUS DEL CHIRURGO

Questa abitazione deve il nome al ritrovamento, al suo interno, di numerosi attrezzi chirurgici: sonde, cateteri, pinze e bisturi, sia in ferro che in bronzo. Di impianto regolare, la casa subì dei rifacimenti.

DOMUS DEL FORNO

Prende il nome dalla sua funzione precipua, quella di fornire pane appunto. Nell’hortus troviamo infatti gli impianti per la macerazione del grano e per la cottura del pane, i bacini per l’acqua, il forno. Nella stalla sembra sia stato rinvenuto lo scheletro di un mulo.

DOMUS DEL FAUNO

Una delle abitazioni più grandi dell’antica Pompei, estesa per circa 3000 mq, così chiamata per la statuetta bronzea di un satiro in bilico, nell’atto di danzare, rinvenuta al centro dell’impluvio. L’abitazione, che comprendeva due atri e due giardini, era impreziosita da bellissimi mosaici, per lo più trasportati al Museo Archeologico di Napoli. Il più celebre, quello di Alessandro, ritraeva la battaglia di Isso e si trovava sul pavimento dell’oecus. E’ tutt’oggi una delle domus più visitate in assoluto.

Guida completa di pompei sul sito www.pompeiitaly.org